L’unica indagine di Martinus d’Irlanda
Nell’estate del 1170, l’Hospice del Gran San Bernardo, l’ostello per viaggiatori e pellegrini a cavallo tra la valle d’Aosta e il cantone svizzero del Vallese, situato nel punto più alto della via Francigena, viene sconvolto da tre omicidi nel volgere di due mesi.
L’abate che lo governa, l’andaluso Astolfo da Huelva, per non sollevare clamore, chiama ad investigare un vecchio amico erborista, del quale conosce l’acume e la rettitudine: Martinus Lughaid, conosciuto come Martinus d’Irlanda.

L’irlandese, che ormai da molti anni abita con la famiglia in Italia, nella città di Cremona, svolgerà così la sua prima ed unica indagine. In questo compito sarà aiutato dal figlio Lupo e da una ragazza incontrata lungo il viaggio, poco prima di giungere all’Hospice.
Tra papi e antipapi, imperatori e monaci cistercensi, l’erborista indagherà in mezzo a molte difficoltà senza riuscire, all’inizio, a trovare il nesso fra i tre omicidi.
È solo al sofferto termine della sua ricerca che, forse grazie anche all’aiuto di un cieco, scoprirà le relazioni tra i delitti, quando sarà chiamato in prima persona ad affrontare un dilemma etico, che trascinerà il lettore in un dramma condiviso.
BIOGRAFIA DELL’AUTORE
L’unica indagine di Martinus d’Irlanda, un mix tra confetti di fantasia e pillole di storia, è l’opera prima di Roberto Grazioli.
Milanese del quartiere porta Nuova, nato nel 1952, oggi in pensione, ha svolto la sua attività lavorativa come dirigente nei settori marketing e commerciale di alcune grandi aziende italiane.
Sposato, due figli, si sta dedicando a mettere per iscritto qualche idea maturata nel corso del tempo.






